Preferiti (50)

Altro

Voti (193)

Altro

Recensioni (15)

Recensione del 30/12/2017

Il Flamenco nuevo aggiornato per le nuove generazioni. Tanta tradizione, sia nell'impostazione vocale di Rosalía quanto nelle parti di chitarra affidate a Raül Refree, ma anche un costante superamento dei canoni: le trame acustiche serpeggiano e scalciano in un costante tentativo di rinnovamento (dagli scatti energici alle planate dreamy), mentre l'interpretazione di Rosalía zigzaga tra indie e folklore. Da scoprire assolutamente.


Recensione del 30/12/2017

C'è da augurarsi di arrivarci così, alle soglie dei sessant'anni. Nicola Sirkis, storico frontman degli altrettanto storici Indochine, sforna un lavoro al passo con i tempi ma mai sornione, anzi capace di proiettare la storia della band (e quindi la storia del pop degli ultimi quarant'anni) dentro la contemporaneità, e un pochino oltre. Tra synth pop, rumori industriali, chanson, noise pop e new wave, 13 è un album davvero impressionante. Da far studiare ai ventenni nostrani.


Recensione del 30/12/2017

Grande capolavoro di ibridazioni e rimescolamenti stilistici: le componenti hip hop vanno a sciogliersi in un flusso indie-rock, industrial e post-punk, per un lavoro all'insegna del costante superamento dei limiti (tanto in fragore quanto in articolazione delle trame). Dotato di una validissima backing band, Benjamin Griffey fa la sua degna parte grazie a una voce roca e sporca messa al servizio di un'interpretazione appassionata e graffiante.


Recensione del 05/12/2017

Mai fermi i Soda Stereo, una delle band più importanti della scena contemporanea argentina. Passati più che degnamente attraverso gli anni Ottanta e capaci di anticipare, nel 1990, sonorità presto definite brit pop, con questo Dynamo si sfodera però uno dei capolavori assoluti degli anni Novanta: shoegaze, neo-psichedelia, cenni (compiuti) di dance alternativa, tutto interpretato dall'estro unico di Gustavo Cerati e della sua band.


Recensione del 27/11/2017

Così intrisi di cultura pop anglofila corriamo spesso il rischio di scordarci che esistono tradizioni altrettanto valide nel resto del mondo. Un esempio? Il rock nacional argentino, qui rivisto in chiave indie e lo-fi dal giovane Luca Bocci, capace di rileggere in chiave splendidamente contemporanea mostri sacri come Luis Alberto Spinetta, Charly García e Fito Páez. Da scoprire, e con lui una scena assolutamente favolosa.

Altro

Top